GOETHE
"....und wer lebt, muß auf Wechsel gefaßt sein."
("...chi vive deve essere sempre pronto ai mutamenti.")


Indice:

Introduzione
_________1- Influssi
__________2 - Fughe e compromessi
___________3 - Il Cavalier nei labirinti dell'amore

Primi anni
Strasburgo (lo "Sturm und Drang")
Wetzlar: dove Goethe scrisse il Werther
I dolori del giovane Werther
La vita è una fuga (primo periodo a Weimar)
Viaggio in Italia (dal Brennero a Firenze)
Viaggio in Italia (fino in Sicilia e ritorno)  
Weimar (secondo periodo)
L'amicizia con Schiller
Wilhelm Meister
Il Faust
Ultimi anni

                                 "Es ist nichts schrecklicher als eine taetige Unwissenheit."
                                 ("Non c'e' nulla di piu' tremendo di un'ignoranza attiva.")

Goethe dunque comincia a scrivere il Werther non a Wetzlar, ma a Francoforte, il 1° febbraio del 1774; dopo quattro settimane lo ha già finito e nell'autunno dello stesso anno il romanzo viene pubblicato a Lipsia. Ha inizio una vera e propria febbre wertheriana. Il libro diviene la Bibbia della nuova generazione. Persino gli indumenti del protagonista (frack azzurro e pantaloni gialli) faranno moda. Gli innamorati si scambiano le silhouettes, a imitazione di Werther e di Lotte; scene della storia d'amore vengono incise su piatti di rame e dipinte su tazze di porcellana; e, spesso, il Liebesschmerz di molti giovani sfocia nel suicidio.
Ovvio: anche prima dell'uscita del Werther c'erano stati suicidi, ma adesso si registrava quasi un'epidemia di "stoici gesti"!. Oltracciò, mentre in precedenza il suicidio passava come la logica conseguenza di uno spirito distorto, ora era giudicato suppergiù come prova di grande sensibilità e di cultura. Non c'è da stupirsi che in alcune regioni tedesche l'opera fosse messa all'indice ("troppo pericolosa", il responso). Il 30 gennaio del 1775, la Facoltà teologica dell'Università di Lipsia diramò questo annuncio:
"Poiché lo scritto del signor Goethe può impressionare i lettori, soprattutto quelli di carattere più labile, in maniera negativa, e svegliare i sensi di determinate donne  istigandole alla corruzione, abbiamo deciso di intedirne la distribuzione."

A Goethe non possono essere sfuggiti i drammi a conseguenza dell'uscita del suo romanzo. Il 16 gennaio del 1778, lo scrittore si ritrovò a partecipare a Weimar alla veglia funebre per la dama di corte Christel Lassberg. La giovane si era annegata nell'Ilm, a poca distanza dalla "Hausgen" di Goethe. Con sé aveva una copia de I dolori.

       "Le grandi passioni sono malattie senza speranza. A renderle pericolose è ciò che potrebbe guarirle."

Tornato da Wetzlar, Goethe si era praticamente autorecluso nella casa dei suoi genitori per circa due anni. Oltre al Werther, che gli servì per superare ls delusione d'amore, scrisse Clavigo e Stella, e in più una gran quantità di saggi letterari e altri saggi a soggetto teologico. Notevoli sono gli inni Wanderes Nachtlied (il Nachtlied fu pubblicato solo nel 1815; ad esso sembra essersi ispirato il Leopardi per il suo Canto notturno di un pastore errante dell'Asia), Mahomets Gesang e Prometheus. Quest'ultimo è considerato il componimento poetico per eccellenza dello Sturm und Drang. Prometeo si lamenta con gli dèi perché loro non hanno fatto nulla per contribuire alla sua felicità, lui si è dovuto conquistare tutto da solo; e conclude che, per la loro genìa, che dall'Olimpo osserva con indifferenza le vicende terrene, non può portare alcun rispetto.
Goethe non è mai stato così produttivo come negli anni 1772-1775. I lavori nati in questo periodo, e molti altri suoi lavori giovanili, sono impermeati da una punta di trasgressione, di sberleffo alle convenzioni borghesi. Il dramma Egmont (1775-78), ad esempio, sorse dal fascino esercitato sul poeta dalla figura dell'eroe-ribelle olandese. E nei Dolori si legge:

Contemporaneamente a questa fervida attività, Goethe collaborò con il Frankfurter gelehrten Anzeigen, organo ufficiale dello Sturm und Drang, pubblicandovi svariate recensioni. E' curioso notare che i versi de Il recensore, in cui il giovane Wolfgang si avventa contro un critico letterario, furono scritti nel 1774, e dunque proprio mentre lui stesso iniziava a fare la critica ai lavori di altri...
Herder aveva giudicato negativamente la prima stesura del Götz, che Goethe dovette poi rivedere a fondo prima di dare alle stampe; Il recensore è dunque forse la manifestazione della sua rabbia contro l'amico letterato? Probabilmente - e come sostengono i più - è, piuttosto, il risultato delle scaramucce verbali con il critico letterario Christian Heinrich Schmid.

 

I Dolori in due lettere di contemporanei di Goethe

"A quanto pare, di questo Goethe è appena uscito un romanzo: I dolori del giovane Werther. Secondo quel che mi dicono, deve trattarsi di un capolavoro. Non conosco nessun'altra persona in tutta la storia della letteratura che fosse giudicato un genio ad un'età tanto precoce. Ma la mia non vuole essere una critica, anzi: lui mi trascina con sé..." (Wilhelm Heinse a Johann Wilhelm Ludwig Gleim, 13 ottobre 1774)

"Parlare del nostro Goethe? Dunque: è ancora quell'inguaribile sognatore che era già quando io venni qui. Se tu potessi vederlo, ti arrabbieresti sull'istante, oppure ti metteresti a ridere. Non posso sopportare le persone che, come lui, mutano di carattere in modo tanto repentino. Tutto quello che ora fa e produce finisce puntualmente con l'essere del tutto diverso dai propositi iniziali. Nonostante il grande orgoglio che lo contraddistingue, è un tipo strano, e il suo guardaroba, per quanto bello, è talmente stravagante da attirare l'attenzione di tutta l'Accademia. Eppure tutto ciò lo lascia indifferente, a dispetto dei rimproveri che gli si possono muovere sulla sua stoltezza." (Johann Adam Horn a Karl Ludwig Moors, 12 agosto 1776)

 

E' "una grande azione poetica" la descrizione di Lotte fatta da Goethe. Scrivendo questo romanzo senza lieto fine, il poeta cercò di liberarsi da un'ossessione; ancora ignorando che, vita natural durante, sarebbe stato indicato come "l'autore del Werther". Da vecchio avrebbe addirittura cercato di prendere le distanze da questa sua opera di successo mondiale:
"Tra l'altro, come ho già spesso detto, dopo che il libro è stato pubblicato io l'ho letto una sola volta, guardandomi bene dal rifarlo. E' un insieme di razzi pirotecnici! Mi fa sentire male, e ho paura che possa ricatapultarmi nella condizione patologica da cui esso sortì..."

La cittadina di Wetzlar come lui la ritrae nel Werther, completamente immersa nel calore dell'estate, appare quasi come un luogo mediterraneo:

Alcuni passi da I dolori del giovane Werther

Wanderers Nachtlied

Der du von dem Himmel bist,
Alles Leid und Schmerzen stillest,
Den, der doppelt elend ist,
Doppelt mit Erquickung füllest,
Ach, ich bin des Treibens müde!
Was soll all der Schmerz und Lust?
Süsser Friede,
Komm, ach komm in meine Brust!

Musica: Addio, addio o miei sospiri di Christoph Willibald von Glück (1714-1787)