Goethe
| Influssi | In gioventù Goethe fu affascinato da Omero, dalla saga di Ossian
e da Shakespeare. Tra i suoi contemporanei una forte influenza hanno esercitato su di lui Lessing e Klopstock (nati
rispettivamente venti e venticinque anni prima di J.W.). Lui stesso badò sempre a eludere
le domande che tendevano a svelare le fonti ispiratrici dei suoi lavori. Si limitava a
rispondere: "Ich verdanke den Griechen und den Franzosen viel". Tra gli italiani c'è da segnalare il Tasso. Nella sua autobiografia Dichtung und Wahrheit (Poesia e verità), Goethe afferma che da giovane lesse attentamente l'opera tassesca, imparandola "parzialmente a memoria". |
| ................... | Altri influssi sono da localizzarsi nel teatro del Settecento. E' quasi accertato che
da bambino J.W. assistette alla rappresentazione dell'Orest und Pylades di J.E. Schlegel, dramma inscenato per la prima volta a Lipsia
nel 1739 e più tardi replicato a Francoforte (1755). Schlegel fu tra i più noti
drammaturghi tedeschi prima di Lessing, e Goethe lo ritiene importante per i chiari
riferimenti al teatro di Shakespeare in un periodo in cui, fuori dell'Inghilterra, il
"bardo di Avon" era sconosciuto ai più (cfr.: Poesia e verità). Tra i suoi amici di gioventù ci fu un suo quasi omonimo: F.W. Gotter, che faceva parte del circolo di poeti del Göttinger Hain. L'Oreste ed Elettra di Gotter servì a Goethe da ispirazione per l'Ifigenia. Nell'autobiografia egli descrive così l'amico: "Era di animo delicato, sincero e ottimista. Il talento gli proveniva dai molti esercizi e dall'autodisciplina; ostentava un'eleganza di stampo francese e provava gusto nel leggere libri inglesi a soggetto moralista e gradevole. Trascorremmo insieme tante ore piacevoli, durante le quali parlavamo a ruota libera delle nostre nozioni, dei nostri progetti, delle nostre affezioni. Fu lui che mi incoraggiò a scrivere diverse piccole cose, tanto più che, essendo in contatto con i poeti di Gottinga, mi invitò più volte a dargli delle poesie da destinare all'Almanacco di Boie." Decisivo per la formazione di J.W. fu il biennio di studi a Strasburgo, conclusosi con un esame a Francoforte - nell'autunno del 1771 - che gli consentì di esercitare l'avvocatura. A Strasburgo, dove imperava lo Sturm und Drang, Goethe conobbe J.G. Herder. Fu Herder ad avvicinarlo a Shakespeare. L'interesse dell'ancora acerbo Wolfgang per la semantica, insieme agli insegnamenti del filologo J.G. Hamann, lo condussero alla lettura dell'Ossian e a una rivalutazione della poesia greca (Omero, Pindaro). Nella città alsaziana videro la luce, tra le altre cose, i Sesenheimer Lieder, che il poeta dedicò a Friederike Brion. |
Musica: Adagio di Tommaso Albinoni (1671-1750)
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