Il Cavalier nei labirinti dell'amore Nel 1997 fu pubblicato un libro in cui si azzardava una nuova teoria: che Goethe fosse stato omosessuale. Il saggio (La tenera carezza della tigre, di Karl Hugo Pruys) aspira a sbugiardare chi sostiene che Goethe avesse stimato profondamente la natura femminile - o, per dirla in inglese, che fosse stato un "lady's man". Questo scritto polemico si basa su una reinterpretazione del fitto scambio epistolare (più di 2.500 lettere) tra il poeta di Francoforte (e di Weimar) e molti suoi amici-colleghi. Secondo Pruys, "Goethe non provò mai per nessuna donna un amore tanto intenso come lo provò invece il suo Werther", e: "L'unica donna con la quale andò a letto fu Christiane Vulpius, sua moglie." (Ma non corrisponde a verità: è accertato che a Roma il poeta ebbe almeno una relazione erotica.) "E' vero che insieme ebbero dei figli", continua Pruys, "ma dormivano in stanze separate, e la Vulpius finì con l'ubriacarsi a morte."

"Come si guarda per abitudine un orologio che non cammina più, come se camminasse ancora, così si guarda con piacere il volto di una bella donna come se la si amasse ancora."

Che le temesse o meno, Goethe le donne le amò per davvero. Le amò singolarmente e amò "la" donna - intesa come simbolo - nella trinità di madre, amante e sorella: oggetto di innocua contemplazione come può esserlo un paesaggio, un particolare scorcio di natura, forse un animale o una pianta. In qualità di  studioso della natura, lui sicuramente non mancò di fare anche dell'Eros un oggetto di sue accurate osservazioni.

In Goethe-scrittore, la sessualità è comunque sotterranea, o rimane impigliata tra le righe. Il tema principale è l'essere umano e i rapporti (mai facili) che questi   intreccia con i suoi simili... con la società. La vera esigenza è (fin dai tempi dello Sturm und Drang) l'affermazione dell'io, e, se si aggiunge a ciò la sua piena accettazione della totalità delle presenze nel mondo, vedremo quanto fu coerente il Goethe-uomo, che cercò di impegnarsi attivamente per l'utile pubblico.

Johann Wolfgang von Goethe morì alla venerabile età di 83 anni. A quanto sembra, le sue ultime parole sono state: "Mehr Licht! Mehr Licht!"

Un'invocazione che, alle orecchie dell'uomo moderno, suona sospettosamente familiare.

                                                                                                       

Musica: Preludio N. 1 in do maggiore dal Clavicembalo ben temperato di Johann Sebastian Bach (1685-1750)