Arnold, Matthew *)Laleham (Staines) 24.12.1822, †)Liverpool 15.4.1888. Poeta, critico e umanista inglese. Polemizzò contro il materialismo e le ristrettezze dell'epoca vittoriana e si impegnò per un'ampia riforma del sistema pedagogico. Nei suoi saggi propugnò l'idea che l'arte dovesse fondarsi sull'estetismo tradizionale e ignorare gli aspetti sociologici. (Culture and Anarchy, 1867-1868)

Boie (Boje), Heinrich Christian, *)Meldorf,19.7.1744, †)Meldorf 3.3.1806. Poeta del Göttinger Hain; fondò insieme a F.W. Gotter ›L'Almanacco delle muse di Gottinga‹.

Eckermann, Johann Peter *)Winsen (Luhe) 21.9. 1792, †)Weimar 3.12. 1854. Dal 1823 segretario e amico di Goethe. Scrisse ›Conversazioni con Goethe negli ultimi anni della sua vita‹ (1836-48).

Göttinger Hain (anche: Hainbund). Circolo di poeti fondato nel 1772 dagli studenti universitari J.H. Voß, L.Hölty, J.M. Miller (tra gli altri). Il dichiarato modello del Göttinger Hain era Klopstock. Il circolo prese il nome dalla città di Gottinga e dall'ode di Klopstock ›Der Hügel und der Hain‹ (La collina e il boschetto).

F.W. Gotter (1746-1797). Dal 1767 segretario di legazione a Wetzlar per Gotha e la Sassonia. Il suo Oreste ed Elettra, pubblicato nel 1774, presenta le influenze di Voltaire e Crébillon. Sua figlia Pauline diventerà la seconda moglie di Schelling, e in questa veste frequenterà la casa di Goethe.

Hafes (Hafis), Schamsoddin Mohammad *)Schiras 1325 (1320?), †)Schiras 1390. Poeta persiano. Maestro del ghazal o ghasel che conferì alla lirica persiana una grande perfezione. Dopo la sua morte, le sue poesie furono raccolte nel ›Divano‹.
Ghazal (ghasel) [in arabo propriam. "tessuto"]. Forma di componimento poetico che si diffuse in tutta l'area islamica cominciare dall'Ottavo secolo. Consiste di versi monorimi (dai cinque ai quindici versi), e nell'ultimo si cela solitamente lo pseudonimo dell'autore. I temi trattati nel ghazal erano l'amore, il vino, la primavera, ecc., fusi con elementi mistici.

Hamann, Johann Georg *)Königsberg (Prussia) 27.8.1730, †)Münster 21.6.1788. Detto Magus des Nordens per il suo stile oscuro e immaginoso. Ebbe vita agitata. Lavorò come precettore, mercante, giornalista. Fu amico di Kant, Jakobi ed Herder. Tramite quest'ultimo, ebbe influenza su Goethe e sugli esponenti del romanticismo. I suoi lavori nel campo della filosofia del linguaggio sono stati rivalutati nel Ventesimo secolo (influssi in Hegel, Croce, Kierkegaard e gli esistenzialisti).
H. concepiva il linguaggio come verbum o logos, cioè autorivelazione dell'Essere. Scoprì il valore della lingua inglese e in primo luogo dell'inglese di Shakespeare. Fece sua la nozione di "genio" come libera forza creatrice e insisté sulla necessità di educare i singoli individui a divenire "umanità". In diverse dispute con gli inglesi Shaftesbury ed E. Young, H. rese chiaro che per lui la sorgente principale di conoscenza è l'intuizione, e non (come per il filosofi dell'Illuminismo) la Ragione. Esaltò la fede come rapporto diretto tra uomo e Dio.
Opere principali: ›Memorabili di Socrate‹ (1759), ›Metacritica del purismo della ragione‹, ›Kreuzzüge des Philologen‹ (1762).

Herder, Johann Gottfried (dal 1802 von Herder) *)Mohrungen 25.8.1744, †)Weimar 18.12.1803. Filosofo, teologo e poeta i cui saggi sulla filosofia del linguaggio, sulla storia della filosofia, sulla storia della civiltà e sulla letteratura furono di grande importanza per il maturare della cultura europea. H. assurse a una certa fama con ›Über die neuere dt. Literatur‹ (1767). Il ›Journal meiner Reise im Jahr 1769‹ (pubblicato soltanto nel 1846) contiene la sua idea in nuce di un grande progetto culturale a livello mondiale. H. conobbe a Strasburg il giovane Goethe e influì parecchio su di lui, principalmente con il suo concetto di "poesia originale". A cominciare dal 1776 lavorò alla corte di Weimar. Curò un'edizione di canzoni che conteneva testi dal greco, dal latino, dall'italiano, dallo scozzese, dall'inglese, dallo spagnolo e dal danese. Tra il 1784 e il 1791 scrisse le ›Ideen zur Philosophie der Geschichte der Menschheit‹, e nel 1793 ›Briefe zur Beförderung der Humanität‹.

Hofmannsthal, Hugo von *)Vienna 1.2.1874, †)Rodaun (Vienna) 15.7.1929. E' considerato uno dei maggiori esponenti della letteratura tedesca. Il suo romanzo frammentario ›Andreas oder die Vereinigten‹ (1907-13, pubblicato nel 1932), le sue novelle, i suoi saggi e le lettere sono esempi tipici dell'introspezione psicologica nella letteratura del primo Ventesimo secolo. Temi centrali di H. sono la bellezza e la morte; istanza finale dell'esistenza è l'estetismo.
Nella Lettera di Chandos (1902), H. esterna dubbi circa l'efficacia espressiva del propria lingua. Si rivolse dunque a forme letterarie antiche e tradizionali: al dramma greco (›Elektra‹, 1904), alle sacre rappresentazioni (›Jedermann‹, 1911), alla commedia viennese (›Der Schwierige‹, 1921) e al barocco austriaco (›Das Salzburger grosse Welttheater‹, 1922). H. scrisse anche libretti d'opera per R. Strauss (›Der Rosenkavalier‹, 1911).

Kleist, Heinrich von *)1771,†)1811. Poeta. Si suicidò a 34 anni sulle sponde del Wannsee in compagnia della giovane Henriette Vogel. K. era un ufficiale dell'esercito prussiano, da cui si dimise per dedicarsi allo studio della filosofia. Sinceramente idealista, fu influenzato da Kant e da Rousseau. Gli mancava la fiducia in se stesso e più volte distrusse e riscrisse le proprie opere. Tra di esse vanno ricordate >La brocca rotta<, >La famiglia Schroffenstein< e >Michael Kohlhaas<. Nel 1807 K. fu arrestato a Berlino con l'accusa di essere una spia dei Francesi, e passò sei mesi in prigione. Il suicidio gli fu dettato tra l'altro dallo scarso successo della sua tragedia ›Principe di Homburg‹.
Decisiva in K. è la volontà di dire le cose "così come stanno", anche a costo di tradire teneramente l'insufficienza del vocabolario. La bellezza che balbetta, che non riesce a spiegarsi pur volendolo, si contrappone alla vanità di una letteratura intesa come ornamento.

Klopstock, Friedrich Gottlieb *)Quedlinburg 2.7.1724, †)Amburgo 14.3.1803. Poeta illuminista di fede repubblicana. A cominciare dal 1751 fu al centro di un circolo di poeti di Copenaghen, finché, nel 1770, non si trasferì ad Amburgo. K. adattò gli esametri alla lingua tedesca, e introdusse inoltre una metrica dal ritmo sciolto. Le sue opere maggiori sono sono ›Der Messias‹ (poema in esametri, 1748-73) e le ›Odi‹ (1771). Le sue letture in pubblico erano frequentatissime e suscitavano entusiasmo soprattutto tra le spettatrici.

Lenz, Jakob Michael Reinhold *)Sesswegen (Litaunia) 12.1.1751, †)Mosca 24.5.1792. Tipico rappresentante dello Sturm und Drang. Figura affascinante e dalla personalità complessa, L. incontrò Goethe una prima volta a Strasburgo nel 1771. Nel 1776 si trasferì a Weimar, da dove venne espulso l'anno seguente. Spirito assai inquieto, si recò a più riprese in Svizzera, per finire la sua esistenza a Mosca, povero e solo. Scrisse liriche e prosa di grande sensibilità, e tragedie (da ricordare: ›Il precettore‹ e ›I soldati‹). Con la novella ›Lenz‹ (1835), Georg Büchner eresse un monumento alla sua memoria.

Lessing Gotthold Ephraim *)Kamenz 22.1.1729, †)Brunswick 15.2.1781. Scrittore e critico di origine ebrea. Studiò a Lipsia Teologia e Medicina e si dedicò poi al giornalismo (dal 1748 al 1755 a Berlino per la Vossische Zeitung). La sua tragedia ›Miss Sara Sampson‹ fu inscenata nel 1755. Nel 1759 L. diede alle stampe le ›Fabeln‹, mentre le ›Lettere sulla nuova letteratura‹ videro la luce tra il 1759 e il 1765.
Nel 1760 L.scrisse la ›Minna von Barnhelm‹. Al >Laoconte< (ovvero: sui limiti della pittura e della poesia) seguì l'>Hamburger Dramaturgie<: riflessioni sulla drammaturgia che si rivelarono di estrema importanza per i successivi sviluppi del teatro tedesco. Dopo le polemiche ›Briefe antiquar. Inhalts‹ e ›Wie die Alten den Tod gebildet‹, L. prese a lavorare come bibliotecario a Wolfenbüttel e sposò nel 1776 Eva König [*)1736, †) 1778]. La tragedia dell'›Emilia Galotti‹ è datata 1771.
L. espresse la necessità di una religione fondata sulla Ragione. In seguito alle vivaci dispute con esponenti dell'ortodossia luterana, scrisse ›Nathan il saggio‹. Questo epos in versi è un invito alla tolleranza tra tutte le religioni. Nel 1780 apparvero il suo saggio di storia della filosofia ›Die Erziehung des Menschengeschlechts‹ e ›Ernst und Falk‹, un dialogo massone in cui egli critica lo Stato e la società.
L. intese l'Illuminismo come un continuo processo di formazione e di edificazione dell'individuo, e ne vide lo scopo finale nell'abbattimento delle barriere che separano gli uomini.

Neuhumanismus. Corrente artistico-filosofica che prese vita attorno al 1750. Il Neuhumanismus, che si richiamava all'Umanesimo, considerava l'arte come il momento centrale di tutta la cultura. Maggiori esponenti del N. furono Winckelmann, Herder, Goethe, Schiller e von Humboldt.

Ossian (irlandese Oisín, scozzese-galeico Oisean). Nella mitologia irl., eroe del ciclo epico omonimo. Nella saga scozzese-galeica, O. è un eroe bellicoso che, divenuto cieco, si mette a girovagare cantando le gesta di Finn, suo padre. (Finn era a capo di una manciata di uomini - "fianna" - che vivevano di caccia e predoneria e che conoscevano solo le proprie leggi). La saga di O. fu resa celebre da J. Macpherson.
Macpherson, James *)Ruthven (Inverness) 27.10.1736, †)Estate of Belville (Inverness) 17.2.1796. Nel 1760 pubblicò i ›Fragments of ancient poetry‹, che egli presentò come una traduzione di ballate dell' eroe e cantastorie Ossian. Più tardi avrebbe riportato il testo in scozzese-galeico, per far credere all'effettiva esistenza di un antico manoscritto originale.

Schlegel, Johann Elias *)Meissen 17.1.1719, †)Sorø 13.8.1749. Fu membro del circolo poetico dei Bremer Beiträger (I Contribuenti di Brema). Come uomo di teatro, S. si staccò dalla poetica normativa di Gottsched e di Bodmer dopo aver assistito a rappresentazioni di capolavori shakespeariani. Si sforzò di trovare una via di mezzo tra la tradizionale tragedia didattico-moralista e una nuova forma di teatro più vivace e individualista. Un esempio è la sua commedia ›Der Triumph der guten Frauen‹ (1748).
Di S., Goethe apprezzò soprattutto le tragedie Orest und Pylades, Canut e Hermann.

Walser, Martin *)Wasserburg (Lago di Costanza) 24.3.1927. Scrittore tedesco di idee marxiste, dalle quali si andò via via allontanando fino ad arroccarsi su posizioni conservatrici. W. rifiuta la sintassi tradizionale e nei suoi romanzi fa una spietata critica alla società del benessere (›Ein fliehendes Pferd‹, 1978; ›Ehen in Philippsburg‹, 1957; ›Seelenarbeit‹, 1979; ›Brandung‹, 1985; ›Die Jagd‹, 1988; ›Die Verteidigung der Kindheit‹, 1991; ›Ohne einander‹, 1993; e la trilogia ›Halbzeit - Das Einhorn - Der Sturz‹).
Opere teatrali: ›Eiche und Angora‹, 1962; ›Überlebensgroß Herr Krott‹, 1964; ›Die Ohrfeige‹, 1987. Scrisse anche diversi radiodrammi. Numerosi i riconoscimenti da lui ottenuti. 1981: Premio letterario Georg Büchner. 1998: "Friedenspreis" della Fiera del Libro di Francoforte. Il discorso di W. in occasione del "Friedenspreis" suscitò molte proteste soprattutto negli ambienti della comunità ebraica in Germania; W. asserì che i tedeschi non avrebbero ragione di continuare a sentirsi in colpa per l'Olocausto, e svalorizzò la memoria di Auschwitz.

Wieland, Christoph Martin *)Oberholzheim 5.9.1733, †)Weimar 20.1.1813. Dal 1772 visse a Weimar, dove fu precettore di corte. Dal 1773 al 1796 fu editore del ›(Neuen) Teutschen Merkur‹, per cui scrissero Kant, Herder, Goethe, Schiller, Novalis, A.W. Schlegel e F.Schlegel. Le sue opere maggiori sono ›Geschichte des Agathon‹ (1766/67) e ›Oberon‹ (1780). Tradusse Shakespeare (8 volumi, 1762-66) e Orazio, Luciano e Xenofonte.

Winckelmann, Johann Joachim *)Stendal 9.12.1717, †)Trieste 8.6.1768 (assassinato). Archeologo e teorico d'arte. A cominciare dal 1755 visse a Roma, e nel 1763 ottenne la carica di sovrintendente agli scavi archeologici nella caput mundi. Per la sua ›Storia dell'arte antica‹ (1764) è ritenuto il fondatore della moderna archeologia.
Prima di W., l'archeologia non era ancora considerata una vera e propria disciplina di studio, sebbene fossero già state effettuate delle ricerche sistematiche (scavi di Ercolano dal 1738 in poi; scavi di Pompei dal 1748 in poi; registrazione dei monumenti classici di Atene dal 1751 al 1754). W. fu il primo a collocare l'arte in una ben precisa cornice storica.
I suoi studi portarono i suoi contemporanei a spostare lo sguardo dall'Antica Roma al mondo ellenico, cui W. riconobbe ›edle Einfalt und stille Größe‹ (nobile semplicità e tacita grandezza).
Sotto il suo patrocinio fiorì a Roma la pittura classicista tedesca: Ingres, Mengs (Villa Albani), David, Gros, Tischbein e altri.

Zelter, Carl Friedrich *)Berlino 11.12.1758, †)Berlino 15.5.1832. Compositore. Fondò a Berlino la Liedertafel (per la quale scrisse molti corali) e il Königliches Institut für Kirchenmusik (Istituto Reale per la musica sacra). Mise in musica diversi testi di Goethe.

La musica in sottofondo è di Alessandro Scarlatti (1659-1725)