CAPITALE EUROPEA DELLA CULTURA

1999. Si celebra quest'anno, ad agosto, il 250mo anniversario della nascita di Wolfgang Goethe. Il "Principe dei Poeti" visse a Weimar dal novembre 1775 fino alla sua morte, avvenuta nel marzo 1832. Ma quest'anno i weimarani hanno un motivo in più per festeggiare. La loro città può infatti cingersi del titolo di "Kulturstadt Europas".

Numerosi gli eventi in cartellone; tanti hotel e pensioni hanno già segnalato il "tutto esaurito". E' in programma tra l'altro l'inaugurazione di un museo di arte contemporanea, il primo a prendere vita in una città dell'ex Repubblica Democratica Tedesca.

La Piazza del Mercato col Municipio
e la casa del pittore Cranach.

 

Weimar (popolazione: 60.000) si trova in Turingia, non distante da Erfurt, sul fiume Ilm. Il suo nome appare per la prima volta in una cronaca del 975. Da quel primo insediamento sorto vicino a Wasserburg sull'Ilm (da non confondersi con Wasserburg sull'Inn), si sviluppò un centro fiorente che avrebbe ospitato i vari Goethe, Wieland, Herder e Schiller. Anche il nome di Liszt è legato a Weimar.

A Weimar (che allora contava 6.000 abitanti) Goethe trascorse ben cinque decenni, contribuendo a farne la capitale culturale della Germania. Ma questa città aveva già visto altri personaggi importanti: proprio qui, nel Wartburg, Martin Lutero tradusse la Bibbia in tedesco.

Weimar è un mito, nel bene e nel male. Dal 1547 al 1918, fu capitale del Granducato di Sassonia-Weimar. Nel 1919 vi si radunò l'Assemblea Nazionale (nascita della Repubblica di Weimar). E' un posto "gravido di storia", dunque.

Purtroppo non sono pochi anche i ricordi spiacevoli. Il campo di concentramento di Buchenwald, per esempio, è a un tiro di schioppo.

Goethe teneva sempre la sua carrozza pronta, come se aspettasse di dover lasciare Weimar da un momento all'altro. Evidentemente anche ai suoi tempi vi regnava un'atmosfera ambivalente. "Nicht vorbei ist hier das Vergangene", suona uno dei suoi detti: "Il passato, qui, non è trascorso."

Il Municipio risale al 1396.
Ripetutamente distrutto da incendi, fu ricostruito
nella sua forma attuale, in stile neogotico, nel 1841.
E' sede degli archivi della città.

Se il Principe dei Poeti fosse ancora in vita, probabilmente adesso lascerebbe la città a rotta di collo, magari per raggiungere quelle nostalgiche, quasi leggendarie sponde "dove fioriscono i limoni" ("wo die Zitronen blühen"). A Weimar infatti domina in questi giorni il fracasso che proviene dai svariati cantieri edili: un concerto per martelli pneumatici e impastatrici che spesso dura fino a notte inoltrata. Il comune, la regione, il governo tedesco e l'Unione Europea hanno stanziato più di un miliardo di marchi per i lavori di restauro, di costruzione e ricostruzione di Weimar. Oggi Goethe non potrebbe nemmeno ritirarsi nel suo bel giardino sull'Ilm: a poca distanza dalla sua casetta ("Hausgen"), campeggia un enorme "scatolone" azzurro che reca la scritta:

- il logo della nuova capitale culturale d'Europa.
Nello "scatolone" è contenuta la copia esatta della "Hausgen" di Goethe, cui mancano solo le rifiniture. Poiché nella casetta originale è vietato toccare ogni cosa, i visitatori si potranno sbizzarrire in questo suo perfetto duplicato dove, oltre alle fedeli riproduzioni dei mobili e delle suppellettili, vi saranno anche alcune installazioni multimediali.

- Biblioteca della Duchessa Anna

- Casa di Liszt - Università Bauhaus

- Casa di Goethe sul Frauenplan (vedi foto)

In questa casa di stile barocco sul Frauenplan, Goethe abitò dal 1782 al 1832 (anno della sua morte).
L'edificio è aperto al pubblico dal 1885.

- Piazza del Teatro (Teatro Nazionale Tedesco, Memoriale a Goethe e Schiller, Museo Bauhaus)

- Il Castello - Collezione artistica di Weimar

- Casa di Frau von Stein

- Museo Preistorico e di Storia Antica della Turingia

- Casa di Cranach

- "Hausgen": dimora con giardino di Goethe (vedi foto)

Questa dimora con giardino (chiamata "Hausgen") fu
regalata a Goethe nel 1776 dal Duca Carlo Augusto:
un tentativo di "corrompere" il poeta per trattenerlo a Weimar.
Fu, fino al 1782, la sua residenza principale.

- Casa di Schiller

- Chiesa di San Pietro e Paolo

- Palazzo Wittum

- Casa e Archivi di F. Nietsche

La musica in sottofondo è di Alessandro Scarlatti (1659-1725)

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