
Cercare un senso compiuto nei film horror o
pseudotali è intento da stolti. Nessuno ormai si prende il ghiribizzo di chiedersi se un
fantasma può compiere imprese materiali come aprire porte, infliggere ferite con
un bisturi - o con altra arma da taglio - e acchiappare una persona e sbatterla sulle
pareti come fosse un pupazzo. (E' quanto accade in Gothika). Quel che conta non
è tanto la logica, ma una storia ricca di suspence che ci tenga inchiodati sul
posto e, ovviamente, validi effetti speciali. Ci sono film di fantasmi come 13 Ghosts
(13 spettri) che sono semplicemente e grottescamente malfatti e altri come Pirati
dei Caraibi che apportano nuova verve a questo genere ultraruminato.
Ora, Gothika non è un horrorfilm, ma un thriller con inserti orrifici. Per
togliere subito qualsiasi dubbio, dirò immediatamente che io me lo sono gustato fino in
fondo. D'accordo, non è Il sesto senso, non è Shining. Non è Il
silenzio degli innocenti e non è Le verità nascoste (ve lo ricordate? Con Harrison Ford e Michelle
Pfeiffer). Ma diverte. E, a mio giudizio, si tratta del
miglior film prodotto finora dalla Dark Castle. Il cast è di tutto
rispetto e per questo la pellicola è godibile. Ma che per un copione del genere si
investano 60 milioni di dollari è cosa assai strana. Tutti sappiamo che Hollywood è la
capitale delle follie, ma sembra proprio che laggiù ormai abbiano smarrito
definitivamente il senso della realtà.
Comunque...
Procediamo con ordine. L'inquieto spirito di Rachel, una ragazzina
che tutti credono abbia commesso suicidio, entra nel corpo della psichiatra Miranda Grey
e, servendosi di lei, si vendica dei suoi aguzzini, a volte addirittura maltrattando lo
stesso strumento della sua rivalsa.
Miranda è una donna assolutamente razionale. Tuttavia, quando riemerge da un sonno
catatonico e apprende di aver ucciso il proprio marito a colpi d'ascia, si domanda:
"Am I sane or am I
dreaming?"
D'accordo, la storyline è prevedibile. Abbiamo già avuto altri thriller con
impronta horror (I soliti sospetti con Kevin Spacey,
L'avvocato del diavolo con Pacino...) molto ben
congegnati e che hanno vinto un Oscar o che ci sono andati vicini; ma, se consideriamo
questo Gothika un film di puro intrattenimento, volutamente semitrash (attenzione
al microfono che "balla" sulle teste dei protagonisti!), allora è senz'altro
tra i capiclassifica della Serie B. La sceneggiatura si "appoggia" a Il
sesto senso, Le verità nascoste, Il mistero della casa sulla collina...
E, principalmente per quel che riguarda il fantasma di Rachel, a The Ring (la
versione giapponese).
Quando la capoinfermiera dice: "Spegnete le luci!", lo spettatore sa che
presto accadrà qualcosa che gli metterà paura. Ma ben poche cose risultano essere
veramente prevedibili. Ci sono diverse scene che incutono spavento e c'è la giusta
quantità di sangue e gore. Fino alla metà o ai due terzi di pellicola, la
storia ci intriga. All'inizio siamo confusi dall'enigmatico comportamento dello spirito di
Rachel. Poi lo spettatore si ritrova a soffrire insieme a "Miranda", la
accompagna nella sua fuga lungo i corridoi del manicomio criminale e vorrebbe aiutarla a
trovare la via per uscire da lì. Ma in chiusura, quando apprendiamo di che genere sono i
misfatti e si tratta di indovinare chi sia il colpevole, la sorpresa è contenuta,
in quanto avevamo già intuito la soluzione. |
...
Halle Berry è "not alone"
Grazie a pochi, sapienti effetti speciali (visuali e sonori), a Mathieu
Kassovitz (regista francese che ha già diretto La Haine e Crimson
Rivers, e che come attore abbiamo ammirato in quel capolavoro che è Amélie)
riesce l'impresa di inchiodarci davanti allo schermo per 95 minuti. E questo malgrado le
numerose pecche che costellano lo script di Sebastian Gutierrez.
Molto bella l'interpretazione di Halle Berry
nel ruolo della psichiatra e di Penélope Cruz in quello di
una malata di mente.
Dopo aver vinto l'Oscar per il suo ruolo in Monster's Ball, è stato quasi un
atto di coraggio, da parte della Berry, scegliere di recitare in questo film. (Forse per
via di legami contrattuali...?) Ad ogni modo, ha accettato di farlo e bisogna ammettere
che lo fa bene.
La psichiatra vive l'incubo di tutti gli appartenenti alla sua gilda: un
giorno, dopo un incontro con una creatura soprannaturale (Rachel), si risveglia in una
cella del reparto per criminali dello stesso manicomio in cui lavora (!) e scopre di aver
ucciso il marito, che del manicomio era uno dei direttori (!!).
Nonostante i tentativi di rimanere razionale, Miranda Grey continua a vedere fantasmi... |
 Penélope
Cruz, nei panni dell'istrionica Chloe Sava (una paziente colpevole di aver massacrato il
suo padrigno), si presenta dapprima come la controparte di Halle Berry /
Miranda Grey. Insiste che il "diavolo" viene a visitarla in cella per
violentarla. La psichiatra non le crede, e pensa a uno strascico psichico delle violenze
che Chloe ha subito da ragazza. Poi, quando la stessa psichiatra viene rinchiusa, le due
giungono a una sorta di doloroso gemellaggio dell'anima. "You can't trust someone
when they think you're crazy", dice Chloe a Miranda: "Non puoi aver fiducia
in chi ti crede pazza".

Raccontando la vicenda in maniera veloce, consentendoci di passare da una
scoperta all'altra, Kassovitz cerca di non farci accorgere di quanto traballi
l'impalcatura della storia. Rimangono tuttavia molti dubbi. Mi limiterò qui a un paio di
obiezioni.
1) Il copione. Vi risparmio la lunga lista dei particolari inverosimili:
guardatevi il film! Accennerò solo a una cosa: alla fine, la psichiatra è a piede
libero; ma lei ha pur ucciso il marito con un'ascia! In America forse l'essere posseduto
dal demonio è considerata prova d'innocenza?
2) Il titolo. Perché il film si chiama Gothika e non Not
Alone? ("Not Alone" è il messaggio più volte ripetuto dallo spirito della
piccola, sfortunata Rachel.) "Gothika" ha forse a che fare con l'architettura
dell'edificio del nosocomio? Non mi sembra. Gotici sono i set di tanti altri film horror o
noir: il kubrickiano Shining, Haunting presenze di Jan De Bont, Il
mistero della casa sulla collina di William Malone... Gotici, o neogotici, sono
edifici come Harlaxton Manor, Ettington Park Hotel, Ennis-Brown House, ecc. Ma forse il
titolo si riferisce piuttosto all'atmosfera che permea il film. But why wonder?
Tutto ciò che sa di horror è necessariamente "gotico"... |
E' un film che sconcerta soprattutto chi non è molto abituato agli
horror movies. In America, molti spettatori hanno esclamato, dopo la visione: "Scaaaring!"
Gothika può, in effetti, arrivare a spaventare sul serio. Ma qualsiasi persona
sana di mente recupererà il suo senso della realtà al più tardi quando partiranno i
titoli di coda, accompagnati da "Behind Blue Eyes", vecchia canzone dei gloriosi
The Who e qui reinterpretata dai Limp
Bizkit.
In conclusione:
Non sempre il plot deve essere logico per creare un buon film. In questo caso abbiamo a
che fare con una vera e propria penuria di logica (soprattutto considerando che si tratta
di un thriller). Tuttavia, una specie di chiave di lettura ce la fornisce la stessa Halle
Berry quando, per bocca di Miranda (proprio lei, la donna superrazionale) osserva:
"Logic is overrated" (ovvero: "La
logica viene sopravvalutata").
Cast:
Halle Berry, Robert Dowey Junior, Charles S. Dutton, John Carroll Lynch, Bernard Hill,
Penélope Cruz
Regia:
Mathieu Kassovitz
Produzione:
Joel Silver, Robert Zemeckis, Susan Levin
Sceneggiatura:
Sebastian Gutierrez
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