Cinerecensioni Horror:

Harry Potter e il prigioniero di Azkaban
(franc'O'brain)

 

Il maghetto ha ora 13 anni e a sera, sotto le coperte, gioca con la sua bacchetta magica...

USA 2004. Regia di Alfonso Cuarón.
Con Daniel Radcliffe, Rupert Grint, Emma Watson...


Sì, Harry Potter è cresciuto, e questo Harry Potter e il prigioniero di Azkaban non può necessariamente considerarsi un film per bambini. I mostri sono più... mostruosi che nei film precedenti.
Il nuovo regista, il 42enne messicano Alfonso Cuarón, non ha mai girato un film per l'infanzia. Anzi: Cuarón ha al suo attivo, tra le altre cose, un'opera filmica che parla di sesso tra adolescenti: il celebratissimo Y tu mama tambien / Lust for Life.

Malgrado tutto ciò, o forse proprio per questo, l'ultimo film su Harry Potter è superiore ai precedenti. Cuarón rivisita la storia della Rowling prendendosi molte più libertà di quanto il suo collega Chris Columbus non abbia fatto in Harry Potter 1 e 2, e riesce tuttavia a rendere meglio l'atmosfera del romanzo. Qui non c'è nessun Hogwarts-Express che attraversa paesaggi   fioriti: fin dall'inizio, piove e nevica; una tempesta coi fiocchi. Le uniformi di scuola vengono lasciate in naftalina per la maggior parte del tempo, e Harry, Ron ed Hermine si aggirano - quando non calcano i banchi - in jeans, maglietta e giacca sportiva. Ma - come giustamente scrive la rivista Newsweek - "il vero motivo per cui questo film è superiore agli altri due è che racconta qualcosa di molto più spaventoso che l'incontro con l'Oscuro Signore, ovvero con lo stregone Voldemort: racconta del dramma di avere 13 anni".

         

Sotto il punto di vista degli interpreti, poche le novità. Confermati Daniel Radcliffe nel ruolo di Harry e i suoi compagni di avventure Rupert Grint e Emma Watson. Si rivedono anche Maggie Smith (la professoressa McGranitt), Alan Rickman (Piton) e Robbie Coltrane (incontrato anche in Van Helsing, qui nuovamente nei panni di Hagrid). I nuovi volti sono Gary Oldman, Emma Thompson e Michael Gambon. Quest'ultimo occupa il posto che già fu del compianto Richard Harris (= il Preside Albus Silente).


Ancora una volta il giovane Harry dovrà mettercela tutta per riuscire a scampare da una marea di pericoli, fra cui quello rappresentato da Sirius Black (Oldman), nemico della sua famiglia, fuggito dalla prigione di Azkaban.
Ma Black è così malvagio come sembra? Spesso le apparenze ingannano...

Curiosità: "Muggle", il vocabolo usato da J.K. Rowling per indicare i non-maghi (da noi tradotto con "babbani"), fa parte delle new entry dello Shorter Oxford English Dictionary. Il fatto strano è che la stessa parola, nello slang americano, significa "spinello". (!)


Zia Marge critica impietosamente i defunti genitori di Harry Potter. Harry la punisce con un incantesimo: la zia si gonfia a dismisura e "vola"...

Che cosa deve aspettarsi lo spettatore:

- draghi sputafuoco: i mitici Ippogrifi, con coda di cavallo e ali e testa di aquila.

- i Dissennatori (le guardie della prigione di Azkaban). I Dissennatori infestano i luoghi più cupi e sporchi, svuotando di pace l’aria che li circonda. Se ci si avvicina troppo a uno di loro, ogni bel ricordo viene succhiato via.

- Patronus. In quanto "babbani", noi non riusciremo mai - come invece fa Harry - a richiamare un Patronus; essenza alquanto difficoltosa da evocare. Il professor Lupin, che insegna difesa contro le arti oscure, spiega a Harry che il Patronus è un incantesimo anti-Dissennatore. Il Patronus è una forza positiva, di speranza e felicità. L’incantesimo funziona solo se ci si concentra con tutte le forze su un ricordo bello, solare.

- la "Mappa del Malandrino", realizzata da Lunastorta, Codaliscia, Felpato e Ramoso*. È una mappa che mostra ogni particolare del castello di Hogwarts. Sulla mappa si percepiscono minuscole macchie di inchiostro che si muovono sulla carta, ognuna contrassegnata da un nome...

* Il padre di Harry Potter si chiamava Ramoso poiché era capace di trasformarsi in cervo.

E' già stato annunciato che il prossimo film della serie, Harry Potter e il calice di fuoco, sarà diretto da Mike Newell.

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