Parigi, 1830. Un misterioso figuro chiamato l'"Alchimista" semina panico e terrore. A suo carico vanno almeno tre omicidi: quelli di importanti personalità politiche e dell'industria bellica.
L'investigatore (ed ex-poliziotto) Vidocq gli dà la caccia.
Ma chi è l'Alchimista? Un giustiziere divino? In fondo, le sue tre prominenti vittime - come si scoprirà - apprezzavano una mercanzia peccaminosa: giovani vergini...
La sua è una leggenda che si annida nei bassifondi parigini. Alcuni dicono che possa assumere qualsiasi sembianza, altri che la sua faccia sia uno specchio capace di succhiare l'anima di chi la guarda. Una cosa è certa: questo fantasma è imparentato con Belfagor.
Vidocq è un detective dalle maniere rudi. Ma le maniere rudi sono anche l'unica possibilità per farsi strada nella Parigi affollata di mostri umani e sempre sull'orlo della rivolta.
Tra i tanti pericoli che l'investigatore corre, c'è anche quello di cadere nel precipizio della propria anima. In un duello con l'Alchimista (proprio ad inizio del film), è Vidocq ad avere la peggio.
Dopo la sua morte, il giornalista Etienne Boisset (che doveva scrivere la biografia del celebre detective), comincia un'azione vendicativa...
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Il DVD
François Eugène Vidocq è un personaggio realmente esistito. Da piccolo furfante, passò al ruolo di informante, per diventare poi a tutti gli effetti un uomo della Sureté. Quando si licenziò (o fu licenziato), si mise a dare la caccia ai criminali per conto proprio. Fu in pratica il primo vero investigatore privato della storia; la sua agenzia ("Bureau des renseignments") aprì i battenti ben prima di quella londinese di Allan Pinkerton.
Le gesta di Vidocq servirono d'ispirazione a Sir Arthur Conan Doyle per il suo Sherlock Holmes. L'investigatore lavorava basandosi tra l'altro sull'antropometria, scienza che prometteva di aiutare a smascherare i criminali tramite la misurazione del cranio. Ma applicava soprattutto metodi razionali. Jean Valjean e l'ispettore Javert - due protagonisti de I miserabili di Victor Hugo - nonché il Daupin di Edgar Allen Poe, il Vautrin di Balzac e il Rodolphe de I misteri di Parigi di Eugène Sue, sono stati anche loro, come Holmes, ispirati da Vidocq. |

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Pitof (all'anagrafe: Jean-Christophe Comar; Pitof era il nomignolo appioppatogli da bambino, che lui scelse poi come nom de plum) è famoso soprattutto in qualità di responsabile degli effetti speciali di molti film francesi, tra i quali Delicatessen.
Il suo Vidocq si basa su un copione di Jean-Christophe Grangé. L'atmosfera da incubo che pervade tutta la pellicola (che marca la 116sima presenza di Depardieu sul grande schermo) è dovuta anche all'abile lavoro in post-produzione. Il film è stato interamente girato con macchine da presa digitali. Una scena insegue l'altra. La storia, che si svolge tra tanti flashback, non fa una piega. Il quadro è sempre in movimento. Il regista fa grande uso di primissimi piani, campi lunghi e saturazione di colore.
In conclusione: un interessante thriller "sovrannaturale" d'epoca.
Dopo questo, Pitof diresse un film americano: Catwoman (2004); con pessimi risultati (fu nominato peggior film dell'anno!). |