Cinerecensioni Horror:

Zombi
(Dawn of the Dead)
(franc'O'brain)

 


In questo periodo di remake-mania ci si sono messi anche i canadesi a ripescare una pellicola horror del passato per riproporla in nuova versione. La notizia non sarebbe tanto sensazionale se il film in questione non fosse nientedimeno che Zombie (Dawn of the Dead), del mitico George A. Romero.   


Nel 1968 Romero aveva fatto scalpore con La notte dei morti viventi (Night of the Living Dead), un'opera che inaugurò un vero e proprio filone cinematografico in cui si cimentò, tra gli altri, anche il nostro Lucio Fulci. Dieci anni dopo, il mago newyorkese del brivido pensò bene di riproporre lo stesso tema, girando Dawn of the Dead, anche questo un indipendent film. L'ambientazione era analoga a quella dell'altra pellicola, e anche il concetto era rimasto immutato: alcune persone vengono assalite da morti viventi, o "non-morti", che minacciano di sbranarli.  

L'esordiente regista Zack Snyder si avventura adesso nell'impresa - non certo agevole - di rileggere "in chiave moderna" il copione di quel classico del 1978. 

Il nuovo Dawn of the Dead, realizzato sotto l'egida della Universal Pictures, vede tra i suoi interpreti un bella manciata di "stelle" canadesi: Sarah Polley (nata a Toronto), Kevin Zegers (di St. Marys, Ontario) e Lindy Booth (di Oakville). Un tocco di prestigio lo aggiunge l'eccellente mimo di colore Ving Rhames, nato e cresciuto a Harlem, N.Y.

Il produttore Eric Newman confessa di essere fin da sempre un appassionato dei film sugli zombi e di aver covato da anni il sogno di un rifacimento "adatto ai nostri tempi", ovvero con l'appoggio tecnico e finanziario dei grossi studios. Insieme a Marc Abraham,  ha contattato Richard P. Rubenstein, che già produsse il Dawn of the Dead di Romero.

Rubenstein, che dell'opera conserva i diritti, di proposte del genere ne ha ricevute tante pure in passato, ma la sua antipatia per lo strapotere di Hollywood era troppo forte per farlo cedere. Sembra che Newman sia ora riuscito a intenerirlo prospettandogli un rifacimento ad hoc, con largo impiego di mezzi tecnologici e dei migliori effetti speciali.


          Sarah Polley

La storia si accentra sul personaggio di Ana Clark, un'infermiera che, in un centro commerciale infestato da zombi, si imbatte in un gruppetto di superstiti e li guida nella lotta contro i mostri.  

Il nuovo Dawn of the Dead vede Ving Rhames interpretare un ufficiale di polizia, Jake Weber nei panni di un commerciante e Mekhi Phifer in quelli di un giovanotto preoccupato di proteggere la moglie incinta. Dal canto suo, l'eterno teen-ager Kevin Zegers dà il meglio di sé in qualità di un'imberbe guardia di sicurezza.

La giovane shooting star Lindy Booth è invece Nicole, una ragazza che capita malauguratamente nel centro commerciale e, insieme a suo padre, cerca di sfuggire dalle grinfie degli zombi. Nicole e il genitore si perdono di vista una sola volta e quando lei infine lo ritrova vede che l'uomo è stato infettato dai mostri e presto morirà. Una tragica perdita per la ragazza, che però, pur se accecata dal dolore, deve pensare a mettersi al salvo per sopravvivere...

Dawn of the Dead offre una varietà di gustosi cameo: vi fanno la loro comparsa alcuni protagonisti del film originale, quali Scott Reiniger (qui nei panni di un generale) e Ken Foree (il predicatore evangelista televisivo). Nel ruolo del nuovo sceriffo c'è addirittura Tom Savini, che fu il maestro truccatore del film di Romero.

Dopo che la scelta per la regia è caduta su Zack Snyder, Newman decise che il film si sarebbe girato a Toronto, città in cui vivono e lavorano numerosi talenti del cinema.

Il "Crossroads Mall", il centro commerciale, è stato costruito per intero nella Thorn Hill Square di Scarborough.

Diverse ditte sono state reticenti a partecipare alla produzione, mentre Nike, Panasonic e Roots sono state contente di poter ornare con i loro logo il "Crossroads Mall". Alcuni spazi del fittizio centro d'acquisti sono stati riempiti con nomi di fantasia. Così, un negozio di abbigliamenti si chiama Gaylen Ross (l'attrice che nel film di Romero rivestì il ruolo di  Francine) e sull'insegna di un altro negozio si legge "Wooley"(nome del personaggio che nel classico di Romero fu interpretato da Jim Baffico). 

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